Il post che segue è stato scritto da Francesco Campa, studente e membro di Cerchia Ristretta Platinum. Qui puoi visitare il profilo di Francesco Campa
Si parla quasi sempre di qualità del servizio e di come dovrebbe essere un servizio di qualità…
Purtroppo, però, si parla poco di come gestire il disservizio!
Questo è un aspetto vitale per il successo di qualsiasi impresa ed è quello che fa la differenza fra un’attività orientata poco (o nulla!) al cliente e un’attività che desidera offrire sempre il meglio ai proprio clienti.
Saper affrontare e gestire il disservizio significa prendersi cura del cliente e quindi dare priorità alla componente legata alla persona, alle sue aspettative, a ciò che vorrebbe ricevere da noi in tali circostanze.
E’ proprio nel disservizio che il cliente percepisce la nostra vicinanza e la nostra volontà di risolvere il suo problema; il solo fatto di adoperarsi per risolvere il problema, denota serietà e disinteressata attenzione nei suoi confronti.
La percezione del servizio da parte del cliente è fondamentale, soprattutto dal punto di vista emotivo, su cui il disservizio ha un elevato valore che incide notevolmente sulla qualità percepita.
Ricordiamoci che proprio durante la gestione del disservizio è indispensabile offrire un servizio di qualità, in grado di trasmettere al cliente la nostra reale intenzione che è, appunto, quella di aiutarlo a risolvere il problema.
Pertanto, possiamo sfruttare la percezione e le relative dinamiche, dapprima per limitare e successivamente eliminare la sensazione di negatività che insorge nel cliente in questi casi.
Imparare a gestire il disservizio significa innescare quel potente “passaparola” che permetterà alla nostra attività di farsi conoscere e apprezzare.
Ma come fare? Entriamo nel vivo dell’argomento…
Innanzitutto, dobbiamo conoscere i veri motivi che rendono i nostri clienti insoddisfatti, affinché sia possibile porre rimedio ed eliminare ogni effetto negativo.
Individuare le cause significa farsi carico dei problemi dei nostri clienti, intervenendo prima possibile e nel modo più efficace.
C’è da dire che non è semplice, poiché solo una piccola parte dei clienti insoddisfatti presenterà un reclamo, mentre la maggior parte dei clienti agiranno diversamente… cambiando fornitore!!!
ATTENZIONE: la maggior parte dei clienti non esprimerà alcun malcontento, non presenterà alcun reclamo, non si lamenterà, ma deciderà di cambiare subito fornitore, punto e basta!
…Ecco perché è importante saper raccogliere quante più informazioni possibili e, soprattutto, saper cogliere in anticipo i segnali di malcontento.
La strategia più semplice e immediata è quella di ricordare ai nostri clienti, al momento dell’acquisto o alla prima occasione utile, che in caso di anomalie, reclami, richiesta di informazioni, è possibile rivolgersi o scrivere a noi e che interverremo tempestivamente per risolvere quanto ci verrà eventualmente segnalato.
Non solo! Nel ricordare ciò ai nostri clienti, è importante trasmettere la piena volontà e il totale disinteresse nel fare questo. Significa che non dovremo mai farlo per soldi o per un tornaconto personale: il cliente se ne accorgerebbe e cambierebbe inevitabilmente fornitore!
Insomma… deve trasparire il fatto di quanto sia importante per noi risolvere i problemi dei nostri clienti, anche se non dipendono da noi! Deve trasparire il fatto che stiamo intervenendo perché abbiamo a cuore il benessere dei nostri clienti.
Occorre assolutamente evitare atteggiamenti di menefreghismo, disinteresse, fastidio, rimbalzo di responsabilità (il cosiddetto “scarica-barile”) o procedure macchinose, complesse o poco chiare.
Quanto appena indicato non fa altro che invogliare i clienti ad andarsene e cambiare fornitore, proprio perché un atteggiamento del genere li scoraggia e di certo non li motiva a tornare.
Un cliente, due clienti, dieci clienti, cinquanta clienti ed ecco che la nostra attività è destinata a chiudere o a lavorare in un’ottica di egoismo e non certo di altruismo… ovviamente le conseguenze negative non tarderanno ad arrivare!
Tu sei consapevole di quanto sia importante ogni cliente e se stai leggendo questo post è perché hai deciso di offrire loro il meglio, considerandoli prima di tutto persone e solo dopo come fonte di guadagno.
Quello che accade nella realtà, purtroppo, è ben altro… Si pensa esclusivamente al guadagno immediato e non si pensa quasi mai alle eventuali conseguenze (disservizi, gestione reclami, etc.).
Nulla di più sbagliato! E’ proprio l’esatto contrario che dovrebbe essere fatto: attenzione nei confronti del cliente PRIMA e DOPO l’acquisto!
Con questo atteggiamento, il cliente si sentirebbe rassicurato, consapevole del fatto che in caso di problemi può rivolgersi a noi con fiducia. E sai perché? Perché siamo stati direttamente noi a far presente e a sottolineare tale aspetto.
In quest’ottica cambia anche l’esperienza d’acquisto, poiché il cliente acquisterà con più serenità, forte del fatto che in caso di reclami, ha un punto di riferimento e un valido supporto su cui poter contare. Ed ecco che in questo modo la nostra attività non sarebbe come tante altre, ma si distinguerebbe notevolmente, grazie al fatto che ha a cuore il benessere dei suoi clienti.
Il rapporto con ogni nostro cliente va personalizzato, costruito, curato, impreziosito. Ne ho parlato anche in questo post, dove metto in evidenza la persona e non una massa indistinta.
Il nostro cliente deve essere visto prima come persona in grado di decidere, scegliere e valutare, come qualcuno consapevole di questo “potere”, che può utilizzarlo per parlare bene o male di noi. Ed è proprio per questa ragione che il saper gestire il disservizio rappresenta una sorta di virus benefico che si diffonde molto velocemente…
…Benissimo se riusciamo a gestire il disservizio e risolvere i problemi dei nostri clienti e malissimo se non riusciamo a gestire il disservizio e risolvere i loro problemi o, ancor peggio, ce ne freghiamo!
Data l’importanza di questo argomento, ho deciso di dividerlo in due parti e a breve seguirà la seconda parte.
Intanto desidero ringraziarti per l’attenzione prestata e augurarti il massimo successo per il tuo business.
Un caro saluto
Francesco Campa
(Se lasci domande o commenti, arriveranno direttamente a noi e potremmo decidere di pubblicarli nel prossimo episodio dell'audio)
Ilaria Cardani
Leggendo questo post mi sono venute in mente certe aziende – ad esempio certi grandi centri commerciali – americane e/o inglesi nelle quali l’ufficio reclami è il più visibile, efficiente e organizzato dell’intera struttura.
O anche i siti di certi infomarketer (sempre anglosassoni) che hanno una attenzione maniacale alla soddisfazione del cliente e una gestione scrupolosa di tutto quanto possa essergli sgradito, addirittura “anticipando” possibili criticità e problematiche.
Francesco
Certo Ilaria…
è proprio così!
Le aziende e i professionisti -compreso ovviamente gli infomarketer- che comprendono il valore reale di ogni cliente sono anni luce avanti rispetto a chi, invece, fa poco o nulla per i propri clienti.
Inoltre, organizzarsi per gestire al meglio aspetti critici ed eventuali problematiche significa davvero mettersi nei panni del cliente, comprendere le sue reali esigenze e frustrazioni davanti a determinate situazioni.
Costruire valore significa costruire la propria reputazione che, a mio avviso, caratterizzerà le vere attività orientate al cliente…
Il successo sarà solo una naturale conseguenza!
Grazie per il tuo prezioso contributo Ilaria.
A presto
Francesco Campa
Pingback: Gestire il disservizio – prima parte | INTERAGIAMO BLOG
Filippo B.
Sono assolutamente d’accordo con Ilaria, la cosa che più mi ha stupito quando sono stato per la prima volta in USA nel 1993 è l’incredibile impegno con cui gesticono i reclami. Tutto questo denota una attenzione al cliente che normalmente in Italia ci sogniamo: il web ci spinge virtuosamente a fare un grosso salto (anche culturale) in questa direzione…
ottimo post, Francesco!