L’Era dell’Informazione è morta

Bambina in ufficio - Information Overload

Bambina in ufficio alle prese con l'information overload

Come tutti coloro che si occupano di web sanno, i media e le università ufficiali tendono ad arrivare con qualche anno, se non qualche decennio, di ritardo a “realizzare” le innovazioni della rete e del mondo moderno.

Quindi, se i media e le università italiane parlano dell’Era dell’Informazione da dieci anni, puoi stare sicuro che qualcosa è cambiato. Solo che nessuno l’ha urlato abbastanza forte da fare in modo che cariatidi e gerontocrati se ne accorgessero.

“L’Era Industriale è finita” e anche “lunga vita all’Era dell’Informazione” gridano le TV. Un caloroso benvenuto anche a voi, amici in ritardo di 20 anni sulla tabella di marcia :-) .

Vorrei quindi comunicare ai lettori di questo sito, pionieri del mondo online italiano: l’Era dell’Informazione, secondo noi, è finita da un pezzo, l’Era dell’Attenzione ha fatto il suo ingresso.

Diamole il benvenuto, ladies & gentlemen.

Era dell’informazione


  • Il concetto (sorpassato) centrale dell’Era dell’Informazione: con le nuove tecnologie verranno riempiti tutti i “buchi” di informazione, rendendo la nostra società più ricca.
  • La regola (sorpassata) N°1 del successo nell’Era dell’Informazione: accumulare informazione che “non-si-sa-mai”, casomai ti serva.
  • La regola (sorpassata) N°2 del successo nell’Era dell’Informazione: chi ha PIU’ informazioni prende decisioni migliori. Vende di più, guadagna di più.

L’uso del “non-si-sa-mai” è morto, non è più efficace. Il Sovraccarico Cognitivo da eccesso di informazioni (o “Information Overload”) ha preso il controllo delle nostre vite. E’ innegabile.

Il problema non è la mancanza di informazione ma la sovrabbondanza di informazione. C’è TROPPA informazione.

Quindi non si parla più di QUANTITA’ o ACCESSIBILITA’ ma di QUALITA’ e SELEZIONE della stessa.

Non puoi vendere, promuovere o distribuire qualcosa basandoti sulle regole dell’Era dell’Informazione, come non lo puoi fare basandoti su quelle dell’Era Industriale.

Le aziende (e le persone) che sono ancora schiave di questo antico concetto sono destinate a fallire. Magari lentamente, ma inesorabilmente.

Il torrente inarrestabile (in crescita costante ed esponenziale) di informazioni bombarda i neuroni delle persone come una droga, che inebetisce le menti e le porta sulla soglia (e oltre) dell’ADHD.

Mancano le provviste di attenzione, non di informazione.

Siamo nell’Era dell’Attenzione.

Era dell’Attenzione


  • Il concetto centrale dell’era dell’attenzione (simile al concetto di base dell’Economia dell’Attenzione): l’attenzione è un impegno mentale mirato su un particolare pezzo di informazione (una persona che ci parla, un autobus che ci viene contro, una pubblicità, un video, un’audio, un sito, un articolo, una frase…). Un’informazione fa breccia nella nostra mente cosciente, la seguiamo, e decidiamo come e se agire in base ad essa (ad esempio se scansare l’autobus, acquistare o meno, iscriversi o meno etc) .
  • Corollario: l’attenzione così descritta è requisito per qualsiasi azione.
  • La regola N1 del successo nell’era dell’attenzione: catturare, comandare e mantenere l’attenzione del proprio mercato.
  • La regola N2 del successo nell’era dell’attenzione: avere e fornire nel più breve tempo possibile le informazione che servono “al-momento-giusto”. Non prima.

In realtà se ne parla da lunghissimo tempo, la prima persone a citarla fu probabilmente Herbert Simon nel 1971, in relazione al concetto dell’Economia dell’Attenzione:

“[..] in un mondo ricco di informazioni, la ricchezza di informazione significa la scarsità di qualcos’altro: la scarsità di qualsiasi cosa quell’informazione consumi.  Ciò che l’informazione consuma è ovvio: l’attenzione del ricevente. Ergo la ricchezza di informazione crea una povertà di attenzione e un bisogno di allocare quella attenzione in maniera efficiente in mezzo alla sovrabbondanza di informazioni che potrebbe consumarla.” (Herbert Simon 1971)

e se vogliamo andare un bel po’ più indietro :-) :

L’abbondanza di libri è una distrazione

(Lucio Anneo Seneca il Vecchio - Corduba, 55 a.C. ca. – Roma, 40 d.C)

Non farti cogliere impreparata/o dall’Era dell’Attenzione. E’ già qui, da un pezzo.

Articoli nella lingua di Dante sull’Information Overload e l’Economia dell’Attenzione:

Articoli nella lingua di Shakespeare sull’Information Overload e l’Economia dell’Attenzione:

A presto,
Dario Martinis
Senior Marketing Trainer CerchiaRistretta.it

(Se lasci domande o commenti, arriveranno direttamente a noi e potremmo decidere di pubblicarli nel prossimo episodio dell'audio)

 

Questo articolo lo trovi in:
Dario Martinis, Imprenditoria, Infobusiness, Infoimprenditoria, Infomarketing, Marketing, Notizie, Social Media Marketing

21 commenti a “L’Era dell’Informazione è morta” Lascia un commento

  1. Troppa informazione: se non ci caschiamo noi come infomarketer possiamo sfruttare questo “problema” creando risorse che sintetizzano e raccolgono le informazioni più importanti per evitare che la gente debba spendere mesi a cercare una soluzione.

    Come fare?

    Semplicemente creandosi una lista di task e rispettandola piuttosto che navigando a casaccio…Per esempio decidendo di focalizzarci su 4 libri su un certo argomento e basta, nonostante le altre risorse possano sembrare interessanti.

    Il problema?

    Anche noi siamo esseri umani e anche noi per il nostro lavoro dovremo studiare, quindi anche noi finiremo per comprare risorse che sintetizzano gli argomenti che ci interessano.

    Come si prospetta il futuro?

    Sempre più ebook brevi perché la gente non ha tempo di leggere kilometri di pagine: in questo bisogna dare ragione al grande Valerio Conti che ormai da tempo promuove l’idea del “super report”: un documento di 15-30 pagine che contiene l’essenziale.

    Buona Persuasione

    Marcello Marchese

  2. Meglio i videotraining che trova veramente piu veloci da capire e che non stancano rispetto ad un noioso ebook, ma come ha detto marcello se un ebook è fatto bene, stretto e preciso renderebbe piacere anche la lettura di un buon ebook..magari davanti al caminetto di casa Ottimo in questo periodo invernale!

  3. Questo e’ il senso, a mio avviso, dell’ infomarketing: organizzare e proporre informazioni a servizio del proprio mercato che ne valorizzino l’attivita’ e il business..

  4. Complimenti per l’articolo Dario!

    Quando dici: “Il torrente inarrestabile (in crescita costante ed esponenziale) di informazioni bombarda i neuroni delle persone come una droga, che inebetisce le menti e le porta sulla soglia (e oltre) dell’ADHD.” sono d’accordo con te.

    L’ADHD penso che sia un prodotto della nostra società odierna e certamente l’eccesso di informazione (molte volte non di qualità) porta ad avere difficoltà comportamentali.

    L’ADHD viene solitamente curata con tecniche cognitive-comportamentali, ma anche in questo caso, paradossalmente, occorre essere ‘informati’ per evitare terapie non funzionali.

    In questo caso una domanda che sorge spontanea è: “Dove attingere a colpo sicuro per evitare delusioni e spreco di tempo?”

    Lascio a te la risposta!

  5. Bella la head. Perentoria e definitiva. Mi ricorda un vecchio successo dei Nomadi, ripreso nientemeno che da Nietzsche…
    Certo che una head efficace con un visual ad effetto sono sempre una bella copia. Il problema è dopo, tenere alta la tensione con il copy. Il massimo è non dover vendere più niente, perché hai già detto tutto.

  6. Ciao da Fabrizio. Grazie Dario, mi ha fatto molto piacere leggere il tuo articolo. Personalmente lo trovo una articolo molto istruttivo e quantomeno interessantissimo. Non bisogna infatti pesare il valore di un’informazione o della conoscenza stessa dalla quantità di dati che riceviamo. Io credo che la verità vada sempre in direzione della semplicità…la verità è una cosa leggera…per niente pesante. e, tra l’altro, come dice Italo Cillo,è sempre liberatoria:-)…e sono assolutamente d’accordo…diffidate dei “Paroloni”…

    Buone Feste a Tutti
    Fabrizio Marioni

  7. PAROLE SAGGE CHIARE E VERITIERE….C’ERA UN BELL’ARTICOLO SUL POSIZIONAMENTO NEL MARKETING CHE DICEVA….DIMMI 7 MARCHE DI DENTIFRICI…..NELLA MENTE ORMAI… C’è POSTO SOLO PER MASSIMO 3 PRIMO SECONDO E TERZO….FORSE..

  8. Ciao Dario,
    hai postato un’articolo ben articolato e molto istruttivo,
    complimenti!

    Cadere nella trappola della Overload(ing) è il pericolo più sottile da cui dobbiamo proteggerci e dalla quale proteggere i nostri ascoltatori…

    Le persone hanno sempre più consapevolezza del doversi appoggiare a qualcuno più esperto di loro per la messa in pratica delle nozioni acquisite e/o acquistate su internet.

    Mi ricordo che Italo ci aveva messo sull’avviso ricordandoci che il periodo di tempo in cui viviamo è l’epoca della mancanza di attenzione quindi necessitiamo assolutamente di blocco degli input per produrre elevate prestazioni.
    Focalizzarsi …per non distrarsi.
    Grazie 1000,

    Mary

  9. Con tutti i metodi che abbiamo a disposizione oggi (i nostri smartphone ne sono la prova), l’informazione ci può raggiungere in qualsiasi momento ed è quantomai indispensabile catturare l’attenzione del nostro lettore/ascoltatore con titoli che non si confondano con la massa di informazioni da cui siamo sommersi!

  10. Dario ha ben focalizzato il problema: il sovraffollamento di input è fastidioso e riduce l’attenzione.
    Bene ha detto Marcello Marchese, allineandosi a Valerio Conti: semplificare al massimo i contenuti ed esporli chiaramente in poche pagine è il massimo: un prodotto così valido si vende da solo, anche col passaparola.

    Grazie a Dario, Italo, Marcello, Valerio, … e Buone Feste a tutti!

    Giuliana

  11. Perfettamente d’accordo con Dario, Italo, Marcello, Valerio, Giuliana ( ma vàaaa!?!? … e ci mancherebbe altro!!).
    Ho provato a cercare su Wikipedia la parola “sintesi” (mi riferisco al processo cognitivo per cercare trasformare un pensiero compiuto in una regola applicabile anche in ambiti diversi: in pratica si tratta del processo “impossibile” di partire “dal particolare” per arrivare “al generale”: già Aristotele diceva che non si può).
    … ho trovato tutto in chimica e in altri ambiti dello scibile umano, ma assolutamente nessuna voce che associ il vocabolo “sintesi” al processo cognitivo, filosofico, meditativo, di ricerca, etc.
    Forse, in questa era dell’attenzione difetta la giusta dose di ascolto riflessivo alle esigenze personali, di cui una parte potrebbe essere la meditazione! … “pre”-supponendo che la persona dedita alla meditazione non abbia “tempo” per scrivere su Wikipedia dela parola “sintesi”.
    … ma perché in Wikipedia non c’è questo vocabolo “sintesi” che ritengo forse ingiustamente davvero tanto importante per la crescita dell’umanità?
    Forse proprio in questa domanda sta la chiave di volta che fa incontrare i simili, da cui scaturiscono le sinergie e da tali sinergie i cambiamenti della storia dell’umanità (nel bene e nel male!).
    Buon Natale a tutti e felice 2012
    Stefano

  12. La responsabilità è personale, quando si tratta di investire il proprio tempo bisogna essere vigili, svegli.
    Tutto si ricollega alla propria abilità di applicare il buon senso….l’attenzione che dedico ad acquisire nuove informazioni è pertinente il mio scopo?
    Dante

  13. Articolo interessante Dario hai argomentato bene la questione, solo che anche se le università sono probabilmente in ritardo devo dire che il concetto di “troppa informazione” è già espresso da tanti… soprattutto dai trainer del mondo della Formazione. Quindi… non un concetto nuovo a chi si Forma e soprattutto a chi oramai è internet dipendente.. o per lavoro o per passione. Ciao.

  14. “Le mucche, una volta osservate per un certo tempo, diventano banali.[...] Una Mucca Viola. Quella sì che susciterebbe interesse (almeno per un pò).”

    Articolo completo e molto interessante Dario.

    Mi sono permesso, in questo commento, di citare una frase tratta dal libro “La Mucca Viola” di Seth Godin.

    Credo fermamente che di informazione oramai ce n’è davvero tanta: per attirare l’attenzione ora come non mai, bisogna impegnarsi ad attivare strategie vincenti che permettono di farsi notare (e fare fortuna) in un mondo “tutto marrone”.

    Marco Pelizzari

  15. Formidabile articolo. Dovrebbe essere linkato dai massimi siti italiani, e non solo di Internet MARKETING. Centra il problema fondamentale dei nostri giorni. E apre le porte alla soluzione, che è ciò di cui noi ci occupiamo. Ringrazio Marcello per avermi citato, hai perfettamente ragione sul fatto che i primi ad imbatterci nella piu TERRIBILE forma di overlad siamo prioprio noi stessi e che la selezione spietata dell’informazione GIUSTA da studiare è la cosa piu complicata che possa esistere..

  16. Bellissimo articolo Dario… sottolinea il sempre più rapido cambiamento delle ere e annuncia l’arrivo di quella successiva: L’era della Raccomandazione, nella quale le persone, per eccesso di energia richiesta dall’attenzione, si affideranno sempre più alle indicazioni di coloro che riconoscono come ” esperti in materia”. Ecco perchè bisogna lavorare per ottenere credibilità.

  17. L’articolo risulta essere un sunto molto specifico della questione “informazione”, la quale ritengo sia solo un salto verso qualcosa che tende a generare nell’eesre umano un cambiamento della propria struttura neocorticale, come già è avvenuto con l’introduzione e la diffusione della stampa. Infatti attraverso quest’ultima l’uomo ha accentuato il senso della vista a discapito dell’uso di tutti e cinque i sensi utilizzati nella comunicazione “face to face”. D’altra parte credo che questa sia un occasione per consolidare il proprio potenziale attraverso una continua attenzione alla comunicazione con se stessi per imparare gestire la mole di informazioni che si riceve quotidianamente.

  18. Il sovraccarico dell’informazione impone, a chi si occupa di infomarketing, di essere sempre più qualitativi scremando tutto quel “ciarlatanismo” che abbonda on line (e non solo)!
    Dovrebbe dare spunto per qualificarsi e affermarsi con il proprio brand.
    Grazie

  19. Questo del problema dell’informazione è effettivamente un problema enorme.
    Si dovrebbe innanzitutto capire quali sono le proprie capacità di ritenere informazioni nel breve periodo, in termini di quantità!! E’ vero che ognuno di noi ha un hard disk con capacità di memoria diversi.
    Poi la cosa più importante e non farsi tentare dal desiderio di aprire mille pagine,
    che portano il cervello ad entrare in tilt.
    Si questo di riuscire a vincere la tentazione di cliccare a destra e manca è il problema che più sento anchio, un po il riflesso di quello che mi accade anche nella vita reale.
    Già riuscire ad essere così forti da non disperdersi, e arrivare il prima possible all’obiettivo prefissato è oggi il appannaggio della minoranza, che guarda caso spesso e volentieri è quella vincente.
    Sperando di entrarne a far parte al più presto….., un saluto a tutti Davide

  20. Il grande problema dell’informazione attuale mi sembra la predominaza del populismo su l’intelligenza, la provocazione su l’arte, …

  21. Si esattamente adesso si preferisce acquistare mini report.
    Piccoli ebook di alto valore (97 euro),e poche pagine,il numero perfetto di pagine secondo me è 30.

    in questo modo l’utente che acquista l’infoprodotto assimila il contenuto fin da subito e mette immediatamente in pratica.

    Naturalmente l’ebook deve avere tanto valore aggiunto,altrimenti si rischierebbe non solo di perdere un cliente,ma il cliente stesso (oltre la cattiva pubblicità) richiederebbe immediatamente il rimborso

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