Vendere i prodotti a 7 Euro? Una martellata sul piede…

Uomo dopo aver applicato la tecnica dei 7 euro

Tanto per essere chiari…noi sconsigliamo fortemente di vendere i propri prodotti a 7 euro (o 5, o 10, o 17).

Chi è da tempo in Cerchia si ricorderà della “Rivoluzione del Nuovo Internet Marketing”, DVD da 7,90 che era stato creato appositamente per fare lead generation su Cerchia Ristretta.

I risultati in termini di acquisti erano eccellenti (nei mesi che l’abbiamo tenuto su ne avremo venduti 1500 e oltre) ma il risultato era che le persone si cancellavano subito, perché la “qualità” e il “mindset” di una persona che acquista un prodotto da 7,90 non è la stessa di qualcuno che si impegna a pagare 97,00 euro subito.

La rivoluzione del nuovo internet marketing

La rivoluzione del nuovo internet marketing

E’ una questione di:

  • Qualità dell’impegno.
  • Leva finanziaria.

A lungo termine va anche contato l’aspetto fondamentale di “svalutazione” dei propri contenuti e la difficoltà pertanto di far fare alle persone un salto, per esempio, da 7–>47–>147 etc

Se vendi un e-book da 50 pagine a 7 euro cosa gli devi dare per 97 che è 10 volte il prezzo? 500 pagine?

Il contenuto di qualità ha un certo valore e la “tecnica dei sette euro” rischia di portare, specialmente gli amici di Cerchia che stanno iniziando, nella trappola MORTALE del “se lo abbasso di prezzo me lo comprano tutti” e del conseguente DISTRUTTIVO “devo allungare il brodo”.

Non solo, generalmente, e chi vende già prodotti su buona scala lo sa, chi è disposto a pagare di più e quindi ad “impegnarsi” seriamente è molto raro che faccia parte della famosa categoria (minoritaria ma incredibilmente isterica) dei “pain in the ass” o “rompiscatole”, che ti insultano a caso, chiedono rimborsi, pretendono servizi mai promessi, sconti etc.

Potrei fare un training di due ore solo in merito a questo :-) : pricing, modelli di pricing e leve motivazionali degli acquirenti, ma l’essenziale lo trovi già qui.

Riassunto: con prodotti da 7 euro attiri molte persone non realmente interessate e svaluti il tuo contenuto rendendo difficile scalare i livelli di prezzo.

Fai tu :-) ,

Dario Martinis

Senior Marketing Trainer

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Creazione Infoprodotti, Dario Martinis

58 commenti a “Vendere i prodotti a 7 Euro? Una martellata sul piede…” Lascia un commento

  1. Ciao Dario e grazie come al solito per i consigli..
    Sostanzialmente penso tu abbia ragione da vendere, anche se mi rendo conto che chi comincia a crearsi una lista ha grosse difficoltà nella sua costruzione.
    La vendita di prodotti da 7 euro ritengo sia un modo valido per creare una lista in modo più veloce anche se la qualità, come giustamente dici, non sarà eccelsa.
    Ma per quanta gente possa cancellarsi, penso si possa sempre avere la possibilità di “conquistare” la restante parte della lista con un e-mail marketing di alto livello e contenuti.
    Mi piacerebbe sapere quanti di quei 1500 clienti della “Rivoluzione NIM” sono ancora oggi iscritti a Cerchia o comunque hanno acquistato successivamente.
    Penso, ma è solo un mio pensiero che nulla conta rispetto alla vostra esperienza, che vendere prodotti da 7 euro possa servire solo a chi inizia e a chi ha delle liste gigantesche.
    La Leed generation è il più grosso problema in assoluto per chi comincia e la creazione di un buon prodotto con una squeeze ad alto tasso di conversione e la distribuzione in affiliazione può essere a mio avviso un punto di partenza a patto che si sia fatta una ampia e solida pianificazione del…. dopo!

    • Ciao Massimo, se devi crearti una lista fallo con qualcosa di gratuito, non con un prodotto a 7 euro.

      Ovviamente i dati sulla retention degli iscritti sono riservati :-)

      Inoltre, tieni conto che in Italia NESSUNO ha liste gigantesche. Grosse sì, compresa CR, ma gigantesche E altamente qualificate nessuno.

      Per quanto riguarda l’affiliazione su infoprodotti attualmente in lingua italiana abbiamo un programma che è fra i più ( se non il più) attivi e sicuramente il più remunerativo e generoso in termini di commissioni.

      Il programma non sarebbe sostenibile se i nostri prodotti costassero 7 euro. A chi interessano 3,50 euro (50%) o anche 7 euro (100%) di commissioni?

      Vedi i casi studio di famose case editrici di e-book in Italia che ne avevano uno usatissimo e, passando ad e-book da 10 euro, il programma di affiliazione è inevitabilmente crollato in termini di utilizzo.

      Buon proseguimento,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

  2. Sono d’accordo ma secondo me dipende come al solito dagli obbiettivi che si vogliono raggiungere e anche dalle possibilità che si hanno.
    Certo a chiunque piacerebbe avere fin da subito una lista motivata e che è disposta a spendere grandi cifre, ma creare e vendere prodotti ad alto costo significa anche avere le giuste conoscenze che magari si ignorano all’inizio e secondo me anche questo è un aspetto importante da considerare.

    • Secondo me se la tua (inteso in senso generico) conoscenza vale 7 euro (o sei tu che la percepisci come tale e dovresti cambiare questa percezione?) allora devi migliorare quell’aspetto e approfondire il tuo campo prima di guadagnare con l’infomarketing.

      Spero di averti offerto un utile spunto.

      Buon proseguimento,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

  3. La tattica dei 7 euro secondo me va bene solo inizialmente. Serve solo per farti conoscere. Nessuno acquisterebbe da te un prodotto a 97,00 euro se non sai chi sei.

    Perciò se prima vendi materiale e informazioni di qualità a 7,10 o 17 euro e il cliente si ritrova soddisfatto, acquisterà probabilmente anche i tuoi prossimi prodotti da 30-40-50 euro.

    almeno, io la vedo così ;)

    Krikko

    • Infatti, io nemmeno perdo 10 secondi della mia vita a leggere l’inizio della lettera di presentazione se l’autore è sconosciuto e il prezzo è alto.
      Può anche scrivere la più ipnotica tecnica di vendita, ma se non lo conosco già un pò e quindi non sò se è un autore valido che merita i miei soldi, niente da fare.
      Perciò anch’io partirei con robina da 7 euro per farmi conoscere

    • concordo pienamente!

    • Questa è proprio la teoria di base della tecnica dei 7 euro :-) , con la quale, per ESPERIENZA SUL CAMPO, non concordo. Più in basso specifico ulteriormente il mio punto di vista, in un commento rivolto a tutti.

  4. Il mio primo ebook l’ho venduto a 47€ con una lista di 800 persone, concordo con questa osservazione. Tutto sta nel fornire estrema qualità dando materiale gratuito di valore in modo che comprino perché sanno che il tuo prodotto sarà eccelso e non perché il prezzo è basso.

    Marcello

    • Viste le risposte probabilmente eri già così famoso e ospitato in TV da potertelo permettere…confessa! :-)

      Ottima scelta comunque, in altro caso avresti guadagnato un quinto, se non meno (minor prezzo non conduce a maggiore conversione), e ti saresti posizionato come “formatore cheap”.

      Continua così,
      A presto,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

  5. Ciao Dario,
    grazie per questa tua condivisione !
    Molto interessante … ed in linea di massima molto corretta.

    Credo però che non esista una regola in questo, come dice giustamente Massimo dipende dall’obiettivo, e poi [alessio] se si vuole ingrassare la lista …
    Ritengo sia opportuno considerare che la costruzione di un Brand sia un processo personale basato sull’esperienza del marketer, e per un neofita appassionato sia più facile cominciare a proporsi con un piccolo prezzo, soprattutto in un mercato vergine …
    Quando poi si acquisisce sicurezza, tecnologia e capacità; è chiaro che bisogna fare salire i prezzi …
    Grazie ancora per questa tua provocazione :)

  6. E non dici nulla di quelli che qualche anno fa promettevano di poter diventare miliardari vendendo prodotti da 7 euro?

    Molti di questi sono spariti… ma forse sono ai caraibi a godersi i miliardi :)

    • Ciao Pier,
      sai ci pensavo PROPRIO OGGI. Stavo facendo pulizia di ebooks, corsi e robaccie varie dal disco e mi sono imbattuto in decine di questi ebook da 7€.

      Inutile dire che il 90% degli autori e dei loro siti sono spariti dalla circolazione…. ehehehe!

      Non è poi così difficile avere successo dopo tutto. Basta avere le palle quadrate anche quando va male, anche quando pensi di non farcela. Chi presiste la vince!!! :)

      CIAO

      • Hai dimenticato che tutti hanno 3 Lambo, una villa con piscina, bagno turco e conigliette di playboy. Loro sì che coi prodotti da 7 euro hanno fatto cassa :-)

  7. quindi, con quale prezzo iniziare per un ebook di 40/50 pagine?

    • In quale mercato se si può sapere?

      Tutto dipende dal risultato che prometti e dal marketing con cui supporti la tua promessa.

      A presto,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

  8. Concordo con quello detto da Dario, anche io ogni tanto con il mio lavoro ho a che fare con persone che mi chiedono di fare marketing su infoprodotti da 9€, noi rispondiamo semplicemente che se vogliono usare il prodotto da 9€ per fare una lista può aver senso, altrimenti no! E per noi non c’è un ROI sufficiente.
    Oltre a questo c’è da considerare il fatto che negli ultimi anni le spese per fare pubblicità su internet sono aumentate di molto e quindi anche l’investimento iniziale, di conseguenza il nostro ROI si e’ abbassato notevolmente, insomma, concordo pienamente a meno che uno non decida di investire su una lista, tenendo sempre presente pero’ che a quella lista potrebbe essere un problema poi fare Upsell molto più alti di prezzo.
    Un saluto

  9. D’accordissimo con te Dario!

    Vendere prodotti ad alto costo mantiene anche lontani i cattivi clienti, ossia quelli che ti tempestano di e-mail con richieste strane.

    Chi investe sul serio in formazione ne capisce il valore e difficilmente alzerà polveroni chiedendo rimborsi o lamentandosi per questioni frivole.

    TUTTAVIA, esistono dei casi in cui vendere prodotti a 7€ (o poco più) è un’ottima strategia? Cosa ne pensate voi?

  10. Diciamo che vendere solo un ebook oggi giorno a prezzo alto è un impresa ardua perché Autostima.net ha il dominio totale sugli ebook a 10 euro e ricopre tantissimi argomenti.

  11. Lo conoscevo questo tuo punto di vista, Dario! :)

    Non so se hai ragione o no, sta di fatto che tra breve partiremo con una linea di prodotti da 7 euro nel Laboratorio InfoProdotti.

    Ovviamente non lo facciamo per il guadagno, ma per la diffusione virale che possono avere.

    Ho una mia teoria in merito, ma voglio prima sperimentarla nella pratica e poi ti faccio sapere se ho ragione o no.
    :-)
    A presto, caro!
    Salutami Andrea ed Italo!
    1abbraccio a tutti!
    Josè

    • Bravo Josè tu si che sei un veterano :-)

      Niente pregiudizi, perchè nel marketing ci basa sui dati. E’ inutile sposare un’idea e farla diventare una religione. Nothing personal, just business :-)

      Finora i dati, e i casi di successo di formatori internazionali ed italiani, mi hanno detto questo, ma sono sempre pronto a cambiare idea ;-)

      Vai Josè, è un piacere vedere un ex-cerchista che sta facendo strada!

      Salutami gli altri info-scienziati,
      A presto,
      Dario

  12. I Report da 7 euro servono solo per farsi conoscere! :)
    Appena si ha un po’ di autorevolezza, allora sì che si può vendere a prezzi maggiori! Altrimenti nessuno compra! :-)
    Ciao!

  13. Perché sarebbe sconsigliabile attirare pubblico/prospect con prodotti a basso prezzo, mentre (si dice altrove, secondo fonti autorevoli) sarebbe consigliabile creare la mailing list offrendo loro qualcosa addirittura gratis?

    Forse esistono diverse fasce di pubblico: se fossimo nella ristorazione, potremmo dire che c’è chi vuole bibita e panino a 7 euro, perché non spenderebbe mai 97 per andare al ristorante… E che chi spende 97 euro per andare al ristorante disdegna panino e bibita mangiati in piedi al chiosco…

    Certo, gestire un ristorante che con 20 coperti incassa quasi 2.000 euro è allettante… Ma anche vendere rapidamente 2.000 panini a 1 euro è allettante…

    Qui, nel virtuale, aprire una panineria o un ristorante costa praticamente lo stesso: dipende da dove ci si vuole posizionare.

    Ed esistono fasce di pubblico prima e dopo i prodotti a zero e a cento euro: c’è chi non userebbe mai un prodotto online, nemmeno se lo pagassero, e c’è chi spenderebbe 1000 euro per un prodotto online… e anche di più.

    La determinazione del prezzo richiedere un’analisi integrata con tutte le sfaccettature dell’offerta, e con tutte le esigenze del mercato, in un preciso contesto, partendo dal presupposto che non esiste “la fascia di prezzo uguale per tutti” dal momento che non tutti sono uguali tra loro.

    Attenzione, nel virtuale, a non perdere il contatto con la realtà: si rischia di farsi un’idea vaga del pubblico, come se fosse costituito da… “un solo dito” che clicca sul pulsante “Compra adesso”.

    • ————————————————
      Ed esistono fasce di pubblico prima e dopo i prodotti a zero e a cento euro: c’è chi non userebbe mai un prodotto online, nemmeno se lo pagassero, e c’è chi spenderebbe 1000 euro per un prodotto online… e anche di più.
      ————————————————

      Giusto, il punto è decidere con quale “fascia di pubblico” e mercato vuoi connetterti.

      Un mercato che spende 7 o 97?

      Una “fascia di pubblico” che spende 7 o quella che spende 97?

      ————————
      Perché sarebbe sconsigliabile attirare pubblico/prospect con prodotti a basso prezzo, mentre (si dice altrove, secondo fonti autorevoli) sarebbe consigliabile creare la mailing list offrendo loro qualcosa addirittura gratis?
      ————————

      Puoi citarci queste fonti che ritieni “autorevoli” che consigliano di vendere prodotti da 7 euro?

      A presto,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

      • Ciao Dario, grazie per darmi l’occasione di citare qualche fonte autorevole: in Italia sono ancora poco note e quindi volentieri ne suggerisco qualcuna, giusto le prime che mi vengono in mente.

        Purtroppo sono in inglese, ma anche uno che non se la cava bene con la lingua di Shakespeare, con un po’ di pazienza, e usando qualche traduttore online, riesce a cogliere il senso:

        Rich Schefren http://tinyurl.com/kmqqb6
        Dan Kennedy http://tinyurl.com/7hvuwkb
        Mike Filsaime http://tinyurl.com/klkvkf
        Jim Edwards http://tinyurl.com/7arkv8d

        Ognuno di questi indirizzi porta a decine di prodotti, che, a seconda dei casi, vanno, all’interno di uno stesso sito, da zero dollari a oltre 10.000 dollari, passando attraverso una progressione nota come “imbuto di marketing” o “marketing funnel”.

        So che sai di cosa si tratta: ma metti che uno legga adesso per la prima volta di questo strano “imbuto”… Due parole, in estrema sintesi, per presentarlo: un “imbuto di marketing” è una collaudatissima, e diffusissima, strategia di fidelizzazione del cliente potenziale, cioè un modo per convincere un visitatore a fidarsi e a comprare.

        In sostanza, quando un visitatore arriva in un sito, ancora incerto se acquistare oppure no, viene invitato a lasciare i propri dati (in genere basta il nome di battesimo e l’indirizzo e-mail) e in seguito verrà contattato dal sito che gli presenterà i vari prodotti in una progressione crescente: si parte molto spesso da un prodotto gratuito, quindi a costo zero, e poi si passa a 7 euro, 17, 19, 27, 37, 47, 97, 197, 297, 497, 1.997, 2.997, e così via, dipende dal sito.

        Spesso i prodotti gratuiti che stanno al principio dell’”imbuto di marketing” sono dei corsi ben fatti, nei formati pdf, mp3, mp4, che altrove costerebbero centinaia di dollari: il cosiddetto “imbuto di marketing” è dunque un concetto serio e, appunto, collaudato, credibile, e perciò molto usato. Non si regalano “cianfrusaglie”: sarebbe un autogol, per chi gestisce il sito…

        I siti che ho citato qui sopra regalano degli omaggi veramente utili, formativi, di valore, appunto per “dimostrare” che se possono regalare una simile qualità, è “evidente” che pagando si ottiene di più…

        Naturalmente uso le virgolette perché i gusti variano, ma il punto è sicuro: chi accetta l’omaggio s’infila nell’imbuto di marketing, e inizia la sua scoperta progressiva delle varie fasce di prezzo.

        Infine, per rispondere pienamente al tuo invito di indicare delle fonti autorevoli per capire bene quanto sia utile partire con prodotti a bassissimo costo, o addirittura gratuiti, consiglio un OTTIMO libro che per nostra fortuna è stato tradotto in italiano: si tratta di

        Joe Vitale, “Come fare soldi con internet” http://tinyurl.com/7rzm55w

        In questo libro, di un autorevolissimo autore, si trovano CENTINAIA di altri spunti utilissimi per capire bene cosa offrire online e quanto farlo pagare, combinando strategie diverse ma ben armonizzate tra loro.

        Detto questo, e rileggendo il tuo articolo, Dario, mi domando perché dici che sarebbe sconsigliabile attirare pubblico/prospect (cioè clienti potenziali) con prodotti a basso prezzo (che come abbiamo visto molto spesso sono a costo zero), mentre si dice altrove, secondo fonti autorevoli (ad esempio quelle che ho citato, e nel libro di Joe Vitale ce ne sono molte di più), sarebbe consigliabile creare la mailing list offrendo ai visitatori dei siti qualcosa addirittura gratis?

        • Ho capito Mario, c’è un fraintendimento.

          Tutti coloro che hai citato li conosco molto approfonditamente, ho praticamente tutti i loro prodotti degli ultimi 5 anni. Buona parte dei nostri studenti che comprendono l’inglese conosce bene i personaggi che hai citato.

          Come puoi vedere da tutti i nostri progetti noi iniziamo i funnel SEMPRE con qualcosa di gratuito (es: video-seminario gratuito di CR). E, se conosci il nostro lavoro, dovresti sapere che Italo, nel primo training di Cerchia Ristretta quattro anni fa, delineò immediatamente e con chiarezza questa strategia. Attualmente vi sono numerosi approfondimenti dedicati sia in CR Gold che in CR Platinum.

          Ciò di cui parla il mio articolo non è riguardante il front-end gratuito, ma una teoria che indica un possibile front-end a sette euro che lo sostituirebbe.

          Alcuni e-book in circolazione in Italia consigliano di vendere questo primo front-end a 7 euro, e questa “teoria” è quella che inficio durante l’articolo.

          Eccetto se si pubblica un libro (prendi ad esempio DK), che è una questione differente, i front-end devono sempre essere gratuiti, come il free-trial di un software, la “prova gratuita” o un demoware di un servizio web based.

          Penso che se tu ti rileggi l’articolo in quest’ottica comprenderai meglio ciò che intendevo.

          Ho inoltre ampliato l’argomento più in basso in una risposta-commento rivolta a tutti.

          A presto,
          Dario Martinis
          Senior Marketing Trainer

  14. Perché sarebbe sconsigliabile attirare pubblico/prospect con prodotti a basso prezzo, mentre (si dice altrove, secondo fonti autorevoli) sarebbe consigliabile creare la mailing list offrendo loro qualcosa addirittura gratis?

    Forse esistono diverse fasce di pubblico: se fossimo nella ristorazione, potremmo dire che c’è chi vuole bibita e panino a 7 euro, perché non spenderebbe mai 97 per andare al ristorante… E che chi spende 97 euro per andare al ristorante disdegna panino e bibita mangiati in piedi al chiosco…

    Certo, gestire un ristorante che con 20 coperti incassa quasi 2.000 euro è allettante… Ma anche vendere rapidamente 2.000 panini a 1 euro è allettante…

    Qui, nel virtuale, aprire una panineria o un ristorante costa praticamente lo stesso: dipende da dove ci si vuole posizionare.

    Ed esistono fasce di pubblico prima e dopo i prodotti a zero e a cento euro: c’è chi non userebbe mai un prodotto online, nemmeno se glielo regalassero, e c’è chi spenderebbe 1000 euro per un prodotto online… e anche di più.

    La determinazione del prezzo richiedere un’analisi integrata con tutte le sfaccettature dell’offerta, e con tutte le esigenze del mercato, in un preciso contesto, partendo dal presupposto che non esiste “la fascia di prezzo uguale per tutti” dal momento che non tutti sono uguali tra loro.

    Attenzione, nel virtuale, a non perdere il contatto con la realtà: si rischia di farsi un’idea vaga del pubblico, come se fosse costituito da… “un solo dito” che clicca sul pulsante “Compra adesso”.

  15. Non credo sia importante il costo di un prodotto o il numero di pagine di un Ebook. Credo sia importante ciò che alcune righe, alcune proposte, certe esperienze possano agire nel far scattare la molla della ricerca nell’individuo. La ricerca del proprio Talento, della propria Passione e poi lo sviluppo di esso con la costanza ed il sacrificio.. A tal scopo può essere utile anche un ebook gratuito. Dipende dai valori in cui crediamo.

  16. Decisamente interessanti entrambe le filosofie.
    Da una parte ha ragione Dario e chi, come lui, decide di partire con un prodotto di alto valore venduto ad un prezzo il più alto possibile, anche per scremare il tipo di clientela e per allontanare i “perditempo”.
    Dall’altra parte hanno ragione Krikko, Josè e chi, come loro, decide di partire con un prodotto di alto valore venduto ad un prezzo basso, anche per dare la possibilità a tutti di acquistarlo e per iniziare a farsi conoscere dalla clientela.
    Secondo me non conta da dove si inizia, ma dove si vuole arrivare.
    Quindi se ad esempio una persona ha come traguardo immediato quello di guadagnare 1.000 euro al mese di vendite, dovrà necessariamente tenere alto il prezzo del suo prodotto…..a meno che non possieda già una lista di migliaia di iscritti.
    Se invece una persona ha come traguardo immediato quello di accrescere la sua lista, potrà tranquillamente decidere di tenere a circa 7 € il prezzo del suo prodotto, per poi decidere di aumentarlo con i prodotti successivi.

    • Solo che se sei un perfetto sconosciuto, senza un tuo blog abbastanza seguito o pagina facebook e simili, chi se lo fila il tuo infoprodotto da 97 euro nonostante prometti fulmini e tuoni e ti spacci come l’ultimo Messia?

      • E questo è compito di un buon marketing :-)

        Che per fortuna NON RIGUARDA lo spacciarsi come l’ultimo messia :-) .

        Nota inoltre che Cerchia Ristretta NON HA una propria pagina Facebook e che il 99% delle persone non possono sapere quanto seguito abbia un sito (a meno che non sappiano usare Alexa e compagnia bella).

        Buon proseguimento,
        Dario Martinis
        Senior Marketing Trainer

    • se una persona vuole fare 1000 euro al mese, non ci vuole troppo sforzo per farli, si possono fare anche da affiliati.

      il problema è che se hai una piccola lista, allora non fai soldi comunque, ne con affiliazioni ne con prodotti tuoi.

      Il problema non è avere un prodotto ad alto costo, il problema è avere una lista reattiva e numerosa. Quando si ha queste due componenti, il prezzo e il prodotto sono gli ultimi tuoi problemi

  17. Esatto Andrea!

    In sostanza sono d’accordo con quanto detto da Dario, ma secondo me ci sono due grandi “se”.

    > SE nel tuo campo non ti sei fatto conoscere, fai fatica a vendere ad alto prezzo.

    > SE la leva che spinge all’acquisto non è potente (cioé, se non tratti argomenti hot come fare soldi, conquistare donne, ecc. -sono solo esempi-) pochi saranno disposti a spendere SUBITO tanto.

    Poi, quando avrai autorevolezza, quando avrai trovato problemi cruciali in un mercato, quando avrai pensato a prodotti di alto livello, ecc. ecc. allora potrai alzare i prezzi.

  18. Comincio a capire questa logica…forse dipende dal diverso valore e quindi rapporto prodotto e denaro che ognuno di noi da alle cose!!!! :) bell’articolo!!

  19. Ciao Dario salve a tutti.

    Suppongo che la chiave di tutto sia da ricondurre ai contenuti ed al traffico…
    Io posso acquistare un eccellente prodotto a basso costo ed uno schifosissimo a medio/alto costo.

    Un po’ come accade anche al mondo cinematografico con alcuni flop di attori dall’alto cash.
    Ma facciamo un’ipotesi: supponiamo che abbia avuto un’idea supeformidabile che permette di creare un prodotto eccellente.

    Se da perfetto sconosciuto lo vendo a basso costo è verosimile che lo acquisiranno più persone che non se fosse ad alto costo (non parliamo di conti suoi guadagni ma solo sul numero di vendite).

    Se lo stesso prodotto lo vendo da marketer di successo otterrò un numero di vendite maggiore rispetto a prima sia se lo vendo a basso sia ad alto costo. E per il marketer di successo un eventuale flop può anche verificarsi.

    Ma dato che l’unica certezza su internet è che la strada per il successo passa, senza ombra di dubbio, per il traffico, quale soluzione scegliere, per chi è all’inizio, se non quella che porta ad una potenziale maggiore viralità?

    Il flop non “deve” esserci e quindi il prodotto non solo deve essere eccellente, ma non può di certo essere ad alto costo in quanto otterrebbe un basso numero di vendite e quindi una minore viralità.

    Il percorso del successo del prodotto porterà alla creazione di altri prodotti a costo crescente.

    Chi tra noi ha acquistato una macchina eccellente e costosa dopo aver preso la patente e chi ha dovuto aspettare per acquistare una macchina ottima a prezzo elevato ed infine chi “ora” possiede una macchina eccellente ad alto costo?

    Tempo al tempo ed i risultati ci ripagheranno.

    Un saluto a tutti in particolar modo a Dario, Piernicola e Josè che seguo in maniera più o meno costante. Ciao e bravi. Carlo Porta.

  20. ..La tecnica del prodotto al prezzo elevato, funziona sempre.
    Quello che non funziona è invece la globalizzazione.
    Internet ha permesso a cani e porci di capire le cose, la differenza tra il buono e il cattivo, il bello e l’orrendo, la democrazia e la tirannia.
    7€ – 17 € – 27 € – 37 € che czz. di cifre sono? chi ha detto che queste cifre sono magiche? … 9 – 99 – 97… il cervello dell’uomo moderno approssima per eccesso e dubita, si chiede: ma sto venditore pensa forse che sono completamente suonato?
    Il mondo è cambiato, siamo tutti un po più intelligenti di un tempo, e tutto ciò lo dobbiamo alla tv, alla scuola ad internet ecc..
    Oggi si può fare la differenza se si è seri ( le giuste tariffe, i buoni prodotti, la lealtà, la vera garanzia, il rispetto del cliente,
    la sana concorrenza – l’etica professionale ).
    il venditore ( MUBARAK ) c’ha provato ad insistere ma il compratore ( L’EGITTO ) è insorto irreversibilmente.
    Le vecchie teorie dei tanti “John La Valle” sono ormai al tramonto.

    Un saluto affettuoso
    da
    Giorgio

  21. Intrigrante discussione Dario :-) io del resto mi muovo controcorrente, ma ciò che dici ha una logica, specialmente per i nuovi infomarketer è molto pericoloso vendere ROBA a 7 euro.

    Ma solo perchè non comprendono le fasi della vendita successiva, e così si sbaglia totalmente “il colpo”, concentrando questi low cost su obiettivi fallimentari.

    Nessuno si è mai arricchito vendendo prodotti da 7 euro. Ma evidente che molti ignorano totalmente il vero scopo di questo tipo di prodotti, che servono sempre, anche in fasi successive (quando vendi ad alto costo)

    Ma i nuovi arrivati dovrebbero anche fare attenzione a come costruiscono la propria lista. Infatti il valore percepito tra GRATIS e 7 euro è quasi uguale, con la differenza che almeno che chi ti paga 7 euro ti HA DIMOSTRATO che può investire, non è un semplice prospect.

    Quando dici:

    —–
    “Se vendi un e-book da 50 pagine a 7 euro cosa gli devi dare per 97 che è 10 volte il prezzo? 500 pagine?”
    —-

    mi stupisce che la metti sulla quantità, infatti io potrei benissimo vendere un ebook di 500 pagine a 7 euro e quello sarà il valore di un lavoro SFOCALIZZATO e INCONCLUDENTE.

    Allo stesso tempo posso anche vendere un semplice report di meno i 20 pagine a 97 euro, ma con un processo STEP BY STEP, focalizzato, lineare, che funziona, che da un ordine sistematico e coerente con ciò che si deve fare e gli obiettivi da raggiungere

    ovviamente potrò ricevere richieste di rimborso tanto in un caso quanto nell’altro.

    A questo punto la mia domanda è

    quale dei 2 mi è costato più fatica?

    Per la maggior parte delle persone l’ebook di 500 pagine… è questo è l’incredibile errore mortale, e di interpretazione.

    Ma un errore del genere noi infomarketer, soprattutto nell’era dell’attenzione e delle connessioni, non possiamo permettercelo

    un grande saluto, e a presto!

    • Ciao,penso che per chi inizia va benissimo vendere un ebook a sette euro per farsi conoscere.C’è gente che è partita propio cosi ed è arrivata molto in alto.Poi credo che certi ebook a sette euro hanno un alto valore e potrebbero essere venduti ad un prezzo maggiore,ma secondo me è propio l’alto valore e i contenuti di qualità che fanno modo che le persone si rendano conto di chi sei e continuano a seguirti.Poi credo che se certe persone spariscono sarà perchè non hanno capito cosa vuoi trasmettere o comunque si aspettavano ben altro,allora forse è meglio perderle quelle persone che acquisrle!Forse è meglio che ti diano problemi all’iniazio e non ti romapano più le scatole per il resto della tua carriera,non siete d’accordo?Poi se uno continua a seguirti perchè ce l’ha con te e vuole solo disturbarti allora e un altro discorso,ma non credo ce ne siano tante di queste persone.Ma gli altri se fornisci molto valoro penso che continuerebbero a seguirti volentieri. Comunque penso che non è detto che non si riesca a vendere anche se sei sconosciuto perchè dipende da cosa vuoi vendere e da come imposti il lavoro oltre che alla nicchia di mercato a cui ti rivolgi.Però secondo me è sempre meglio crearsi un brand,farsi conoscere,quindi acquisire utenti con la lista e dare credibilità.Tra l’altro quest’ultima è importante visto le tante fregature che si trovano in rete e che sono propio queste che secondo me fanno scappare la gente. Poi magari si può alzare il prezzo di quell’ebook dopo che già ci si è fatti conoscere e proporre altri ebook a prezzo più alto alla propia lista.Anche perchè come si dice se riesci a fidelizzare la lista,dandogli importanza e contenuti gratuiti,allora ti seguiranno e acquisteranno tutto che ciò che gli proponi.Magari non tutti però penso che se c’è la qualità non è problema di prezzo,non penso che uno che acquisti un ebook da sette euro non ne spenderà mai di più.
      Volevo poi rispondere anche a qualcuno per il discorso dei rimborsi e cose varie.Secondo me dipende anche dalla nicchia di persone,e comunque non è detto che una persona voglia inizialmente spendere in formazione,magari cerca quache informazione cosi o magari inizialmente cercava informazione gratuita in rete e poi un giorno si ritrova ad acquistare qualcosa a prezzo più alto che non avrebbe mai pensato di acquistare,perchè sono cambiate le esigenze,ha trovato qualcosa di interessante e qualcuno di cui fidarsi e vuole approfondire,quindi non vedo perchè dovrebbe chiedere il rimborso.E poi sette euro non sono cosi tanti,sarà più probabile che ti chiedano il rimborso per prezzi ben più alti!

  22. Siccome non siete stati in grado, allora la colpa è della tecnica, ahahahah

    • :-D Questo sarebbe vero se poi non avessimo venduto a 5.000 persone la membership di Cerchia Ristretta Gold in altri modi, superando i due milioni di fatturato :-)

      E’ testing, ed è matematico.

      A presto,
      Dario Martinis
      Senior Marketing Trainer

  23. Credo sia possibile trovare un compromesso che raggruppi le opinioni di tutti dicendo che:
    I prodotti da “regalare” ( puro viral marketing) o vendere a 7 € ( tecnica ritenuta funzionante) devono contenere ” dimostrazioni”:fatti realmente accaduti e storie che mostrano e forniscono le prove che è stato possibile ottenere un certo risultato.

    In questo modo si propaga la propria competenza rendendo molto accessibile il prodotto.

    Poi arrivano i prodotti a costo più elevato che sostanzialmente riportano passo passo quello che bisogna conoscere e imparare per poter replicare quel risultato.
    Ed è in questa seconda fase che ci sarà tanto lavoro da fare e tanti prodotti da sviluppare, dato che la ramificazione è inevitabilmente ampia e abbraccia tanti singoli campi; quelli che tutti insieme rappresentano la competenza dimostrata nel prodotto “regalato”.

    Perciò, secondo me Darioha ragione nel dire che ti daresti una zappata sui piedi se vendi a poco le informazioni che costituiscono il passo necessario per acquisire le competenze che poi ti renderanno efficace…anche perchè quegli step sono spesso lunghi e noiosi e se vengono valutati ( come spesso accade) rapportati al prezzo allora si produce una vera e propria autosvalutazione.

    Ciao
    Roland Delvecchio

  24. La risposta è semplice: vendere prodotti da 97 euro *E* vendere prodotti da 7 euro. Contemporaneamente. Così becchi sia i “rompiscatole” sia gli “evoluti”. Non svaluti la tua professionalità e fai contenti tutti. ;-)

    Ad ogni modo non ci raccontiamo storie: è alquanto difficile – se non impossibile – vendere ebook a 97 euro se gente come Bruno Editore li vende a 9 euro. Stiamo con i piedi per terra e non illudiamo le persone. Assai diverso è vendere videotraining, membership, etc.

    • 9,97 :D … Infatti, vendere solo ebook fuori da Bruno Editore è parecchio difficile oggigiorno

  25. Dario ha ragione. E aggiungo che, se bisogna fare lista, allora REGALA, in cambio della mail, quello che invece venderesti a 7 euro.

    Inoltre: dite che è impossibile partire subito con prodotti a prezzi di fascia medio/alta? Sì, ma SOLO se non c’è domanda per quel prodotto e/o il tuo marketing fa schifo.

    Io stesso e alcuni miei partner abbiamo venduto TONNELLATE di prodotti a più di 100 euro, senza aver prima venduto robetta a 7 euro.

    Ho visto fare più di 1000 vendite di un prodotto a 147 euro senza prima vendere reportini a 7 euro, senza blog, senza Facebook, senza lanci, eccetera, eccetera. Come ha fatto a vendere così? Semplice: quel prodotto risolveva un problema a dir poco MALEDETTO e il copy della sales spaccava!

    Se per il tuo prodotto non c’è richiesta da parte della gente (probabilmente è utile solo per te…) e se il tuo marketing è pessimo, allora puoi vendere tutti i prodottini a 7 euro che ti pare, ma il prodotto ad alto costo sarà SEMPRE un flop.

    A buon intenditor…

    • MARK, per il mio modo di fare e pensare, sono daccordo

      tuttavia bisogna parlare chiaro. Mi metto nei panni della maggior parte delle persone.

      Parliamo di persone comuni, non di geni, o piccole o medie imprese con discreti capitali da investire.. parliamo della MASSA.

      bisogna vedere a chi ci si rivolge, e bisogna anche capire chi si vuole aiutare.

      Pochi hanno la capacità e la serietà di IMPARARE IL MARKETING con i contro cazzi come hai fatto te.

      In questo momento NESSUNO ha il tempo e la voglia di aspettare 3 anni prima di vedere i primi euro, e magari poi aspettare altri 3 anni prima di scrivere la SUPER LETTERA di vendita che converte a bomba per vendere subito il prodotto da 400 euro

      siamo seri

      In giro vedo 2 categorie di individui:

      quelli che “possono” avere tempo, soldi, e fortuna…(e sono pochi)..e quelli che non possono averli per mille motivi…

      lo capisco dalle lettere che le persone mi scrivono, e da quello che percepisco la gente se la passa parecchio, ma parecchio male..(Una buona fetta, non tutti)

      Quindi è ovvio che per costoro imparare a scrivere un sales copy decente (offer based) per vendere un prodotto da 7-37 euro non è impresa impossibile

      a queste persone serve solo chi gli insegni come farlo e come creare prodotti decenti (e poi passare al livello successivo)

      E poi non tutti sono interessati a fare i milioni.. la maggior parte della gente sta cercando solo un modo per sopravvivere, e se non vede la luce oltre il baratro difficilmente troverà la spinta per applicarsi oltre i limiti (e diventare TOP COPYWRITER – O comprendere che se ne hai le risorse puoi fare per intero l’outosourcing del tuo intero business)

  26. A tutti: questa cosa dei 7 euro va a toccare un lato “mentale” molto importante.

    Per questo l’ho utilizzato volutamente come articolo provocatorio, sapevo avrebbe suscitato ottimi e numerosi commenti.

    Una delle “convinzioni” che la maggior parte delle persone hanno avvicinandosi all’infomarketing, anche grandissimi esperti di levatura mondiale, è che in fondo il valore del proprio sapere non sia così elevato.

    Il creatore della tecnica dei 7 euro (americano, tra l’altro), lo sapeva bene e ha fatto leva su questa convinzione (e altre similari) “colpevolmente”.

    Le persone, ben contente di non doversi spingere oltre la propria zona di comfort cavalcano questo modello, fino all’inevitabile fallimento.

    Qua non si parla di legge di attrazione, religione o di possibili “scuole di pensiero”, ma di dati e fatti.

    Non posso che concordare, come (quasi ;-) ) sempre con Mark “the mighty fighter” Cannelli, fate conto che le sue parole siano le mie:

    ————–
    Dario ha ragione. E aggiungo che, se bisogna fare lista, allora REGALA, in cambio della mail, quello che invece venderesti a 7 euro.

    Inoltre: dite che è impossibile partire subito con prodotti a prezzi di fascia medio/alta? Sì, ma SOLO se non c’è domanda per quel prodotto e/o il tuo marketing fa schifo.

    Io stesso e alcuni miei partner abbiamo venduto TONNELLATE di prodotti a più di 100 euro, senza aver prima venduto robetta a 7 euro.

    Ho visto fare più di 1000 vendite di un prodotto a 147 euro senza prima vendere reportini a 7 euro, senza blog, senza Facebook, senza lanci, eccetera, eccetera. Come ha fatto a vendere così? Semplice: quel prodotto risolveva un problema a dir poco MALEDETTO e il copy della sales spaccava!

    Se per il tuo prodotto non c’è richiesta da parte della gente (probabilmente è utile solo per te…) e se il tuo marketing è pessimo, allora puoi vendere tutti i prodottini a 7 euro che ti pare, ma il prodotto ad alto costo sarà SEMPRE un flop.
    ————–

    Grazie a tutti dei vostri contributi e, anche se non ho tempo di rispondervi singolarmente, sappiate che leggo sempre con attenzione e piacere tutti i vostri commenti.

    A presto,
    Dario Martinis
    Senior Marketing Trainer

    • Scusami ma devo dire che un report dei sette euro può essere benissimo utilizzato per farsi autopromozione,anche perchè hai la possibilità di incentivare le presone a distribuirlo facendogli ad esempio guadagnare il 100%.Quindi sette euro potrebbe servire per attirare affiliati.
      E a questo punto credo di aver capito che secondo voi,riassumendo il nostro marketing fa schifo.
      Io personalmente utilizzo anche i diritti di marchi privato dove la maggior parte del lavoro è già stato fatto a monte.Quindi ricerca di mercato ok,c’è questo mercato,super landing con super copy ok,tutto curato da professionisti.Quindi a parte la concorrenza, visto che in molti proponiamo lo stesso prodotto,a questo punto quello che sbagliamo e la pubblicità.
      Ma noi ci facciamo un mazzo cosi ogni giorno applicando le solite strategie di cui parlano tutti e quindi facebook,liste,lanci etc.Voi dite di no.Posso chiedervi allora quale altra strategia utilizzate?lista,affiliati,ppc?

  27. Non parlo tanto da esperto nelle vendite, parlo come cliente. E sinceramente i prodotti a basso costo fanno venire il dubbio sulla qualità o l’utilità. A meno che il Brand distributore non sia sinonimo di qualità o che io non conosca da tempo il distributore. Quindi concordo con questo articolo, anche se i contenuti sono di qualità psicologicamente sei tentato a prendere alla leggera le info e i consigli e svalutarli.

  28. @ VALERIO – In questi ultimissimi anni mi sono specializzato in 2 cose: copy e SEO. Ho notato una tendenza diffusa: tutti pensano che il SEO sia difficile, tecnico e complicato. E’ vero. Pochissimi pensano che il copy sia più difficile del SEO.

    Ebbene, io che li ho studiati entrambi a fondo, posso dire che scrivere una sales come si deve è tremendamente più complesso e difficile che fare SEO (nonostante quest’ultimo sia, in ogni caso, MOLTO complesso!).

    Tutto questo per dire cosa? Semplice: che tutti sanno leggere e scrivere e quindi il copy viene percepito come qualcosa di “facile e alla portata”, mentre invece NON è così. Col risultato finale che QUASI NESSUNO si forma adeguatamente sul copy.

    Ho visto business potenzialmente molto buoni, venire distrutti da un copy a dir poco terribile: errori di sintassi e di grammatica, pensieri senza né capo né coda, empatia col cliente target NULLA, ridondanza ingiustificata, eccetera, eccetera.

    Scrivo questo per dire che il discorso dei 7 euro è soltanto “distraente” da quelli che sono i VERI problemi che, nel 90% dei casi, affliggono la gente:

    - La mancanza di un prodotto che gli altri VOGLIONO COMPRARE

    - La mancanza di un copy convincente (che è LA BASE di un buon marketing su internet)

    Sarò drastico ma, secondo me, chi ha poca dimestichezza con la lingua italiana (e con le regole di una buona comunicazione), o cerca di rimettersi “in carreggiata” o paga qualcuno BRAVO che curi questi aspetti…o è meglio che lasci perdere il web (almeno inteso come forma di potenziale business remunerativo).

    @ GRAZIANO. Potenzialmente “tutto serve”, ma visto che il tempo è limitato io preferisco concentrarmi SEMPRE sul paretiano 20% che mi fa ottenere l’80% dei risultati, piuttosto che fare il contrario. ;-)

    Detto terra terra, le cose suelle quali IO mi concentro sono queste:

    1 – Un prodotto (non ha basso costo!) che gli altri vogliono comprare. Prodotto a cui do un taglio di UNICITA’ attraverso lo studio di un’adeguata brand.

    2 – Una buona fonte di traffico che mi genera leads IN TARGET, grazie a una squeeze che converte bene.

    3 – Un follow up ben strutturato che condurrà inesorabilmente i miei leads verso una…

    4 – …Sales letter ottimamente concepita.

    Se poi scappa un po’ di tempo in più, allora posso anche mettere in “preventivo” Facebook, lanci, affliazioni, partnership, eccetera…ma, per quanto mi riguarda, sono solo ACCESSORI rispetto ai 4 punti elencati sopra.

    • hey mark,ma quando dici copy intendi copywriting all’americana?

      no,perchè ci sono persone che hanno un loro tipo di copy che non è per niente all’americana,vedi carlo d’angiò e non mi sembra che se la passi male,anzi…o vedi anche alessandro sportelli con i suoi servizi/prodotti di formazione su facebook non hanno nulla nella presentazione del copy all’americana….

      e così tanti altri che non seguono lo schema fisso di certe lettere di vendita con tanto di data….. dalla scrivania di pincopallo ecc ecc o anche la solita sequenza aida con alla fine l’offerta irresistibile che non si può rifiutare per aver sommato prima i singoli componenti o fatto un confronto pere con mele…o la scarsità fasulla del tipo : ” questo prezzo straordinario potrebbe NON durare a lungo! ecc ecc aumentarlo senza alcun preavviso ecc ecc”

      per il resto sono d’accordo

  29. @ Gigi. Secondo me, ci sono tante cose validissime nel copy all’ “americana”, Quello che però NON condivido affatto, in molti marketer a stelle & striscie, è l’iperbole linguistica.

    Detto terra terra: sono dell’opinione che il copy all’americana URLATO non funzioni bene in Italia.

    Se nella sales ti presenti subito come una specie di piazzista e la imbottisci di roba tipo “FANTASTICO”, “ECCEZIONALE”, “SUPER”…l’effetto che si crea è diametralmente opposto a quello che si vuole ottenere…

    …Ossia è come se urli “QUESTA E’ PUBBLICITA’”…e cosa fa la gente quando intuisce subito che gli vuoi vendere qualcosa? Alza le barriere.

    Inoltre, questo effetto negativo spesso è aumentato dalla grafica usata male: più orpelli grafici inutili si mettono dentro una sales e più stai dicendo che si tratta di PUBBLICITA’.

    Il copy che vende, o meglio che persuade, è quello che agisce sotto la soglia della consapevolezza e che mantiene un “basso profilo” come spesso amo ripetere (ossia è tutto tranne che iperbolico!).

    • Perfettamente daccordo con te Mark. A tal proposito reputo le tue lettere davvero dei piccoli capolavori, se volete studiare copywriting sul campo, guardate un paio di sales letter tratte da semplifica.com e osservate la comunicazione di “buon gusto” e colma di artifici linguistici e psicologici, mai invadenti e sempre esteticamente e musicalmente persuasive di cui sono farcite…

  30. Valerio ti dico la verità: semplifica.com lo sto, dietro le quinte, letteralmente distruggendo e rifacendo da zero! Mi ci vuole un casino di tempo e ultimamente – se hai seguito il mio blog forse lo sai – ho avuto un sacco di problemi di salute che mi hanno rallentato di brutto il lavoro.

    Nonostante sia un sito che comunque vende abbastanza bene in maniera totalmente AUTOMATICA (il 100% del traffico mi viene dal SEO), ora come ora NON mi ci riconosco più per niente.

    L’ho concepito circa 4 anni, ci ho lavorato un sacco e poi è andato online più di due anni fa e, anche se possono sembrare pochi anni, in internet sono EONI e…

    …Nel frattempo ho imparato MOLTISSIMO altro a 360° nel campo del webmarketing e, a parte i prodotti che reputo tuttora molto buoni, per il marketing non mi piace assolutamente.

    Ragion per cui, sto ricreando quasi tutto da zero con uno stile molto più sobrio e naturale. Inoltre semplifica perderà la sua centralità, diventando esclusivamente un portale di lead generation, e ogni prodotto avrà la sua brand specifica…

    …Cosa che in questo momento NON ha (mi riferisco ai prodotti), perché la brand “ombrello” semplifica.com fagocità in maniera NEGATIVA la peculiare SPECIFICITA’ di ogni singolo prodotto. Scusa se sono un po’ contorto, ma spero di essermi spiegato.

    Morale della favola (se qualcuno è in ascolto): MAI e dico MAI creare delle specie di bazar online dove accomunate e vendete info prodotti diversissimi fra loro sotto un’unica brand generalista.

    • Very very very good idea Mark, hai avuto una realizzazione sul branding che ti porterà lontano.

      E’ un po’ più faticoso a tratti, ma è quello che ti permetterà di emergere davvero.

      A presto,
      Dario

    • Si so dei problemi che hai avuto Mark, anche se non commento sul blog, appena ho tempo ti leggo spesso, riguardo la brand generalista, comprendo bene cosa intendi, anche se il modo in cui è nato semplifica è degno di nota. E sicuramente adesso è in attesa della sua naturale evoluzione

  31. Pingback: √ » Gli affiliati non sono stupidi | CerchiaRistretta.it

  32. Sicuramente il traffico via SEO è il migliore perché la gente è più interessata che cliccando un semplice banner per curiosità su un sito affiliato

  33. Dipende dai casi!

    Ho letto il commento di Jose e mi sembra giusto poter sperimentare da soli.

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