La sveglia suona (ti-ti-ti-ti-ti-ti-ti)….
Ma la bottiglia di “Primitivo di Manduria” che abbiamo condiviso io e la mia ragazza a cena mi pianta nel letto, come se avessi gli arti di piombo.
Fuori la pioggerellina londinese cade fitta (ti-ti-ti-ti-ti-ti-ti), oscurando un poco i volti dei passanti….
“Dai ancora cinque minuti nel piumone” mi dico, auto-ingannandomi magistralmente e consapevolmente.
(ti-ti-ti-ti-ti-ti-ti-tlack!) stacco la sveglia.
In breve, mi ritrovo all’aeroporto di London, Stansted, coordinate 51° 53′ 6″ N, 0° 14′ 6″ E ed ho perso l’aereo
.
Poco male, ho 6 ore per scrivere, studiare e osservare la folle e divertente vita aeroportuale.
In verità ti dico (suona evangelistico eh?), mi trovo a scrivere questo articolo anche perché altrimenti Giuseppe “mastino” Arena, il nostro project manager, mi azzanna il polpaccio, visto il cronico ritardo dei miei articoli.
Pago il supplemento per il cambio volo, mi concedo un hamburger (dopo…
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