Ah, Google, croce e delizia dei marketer!
Un buon posizionamento nei risultati di una ricerca è importantissimo per chi ha un business online: serve per farti trovare quando i tuoi potenziali clienti ti cercano.
Per questo il tuo sito deve essere ben ottimizzato per i motori di ricerca: deve rispettare una serie di regole che ti permettono di piazzarti al meglio secondo una determina serie di parole chiave.
Il cuore dell’infomarketing, infatti, è farti trovare dai tuoi clienti potenziali proprio quando cercano delle informazioni che in quel momento sono particolarmente importanti, e quindi preziose, per loro.
Sì, tutto qui: dar loro le informazioni che cercano quando ne hanno bisogno.
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Il ranking, o posizionamento, è particolarmente importante perché l’utente medio difficilmente va oltre le prime 3-4 pagine dei risultatati. E in genere si ferma alla prima.
Ma quindi come si fa a piazzarsi bene nei risultati?
Qui ci può venire in aiuto quello che in gergo viene chiamato authority set.
Hai presente quando fai una ricerca su Google e ti trovi con circa 2 milioni di risultati? bene, sappi che, se cominci a scorrere le pagine, la ricerca si ferma molto prima del milione. E anche delle migliaia.
Se oggi digiti, per esempio, “guadagnare online” (ne dico una a caso
) Google ti riporta 1.920.000 risultati. Ma se scorri un po’ di pagine, in realtà vedi che si ferma a 755 risultati.
Poi più sotto ti spiega: “Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili alle 755 già visualizzate. In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi.”
In pratica le prime 755 pagine sono considerate di qualche rilevanza per la nostra ricerca e sono il cosiddetto authority set.
Il milione e ottocentomila pagine che mancano all’appello sono considerate spazzatura o giù di lì, pagine doppione, incomplete o senza valore.
Naturalmente comparire nell’authority set è bene, ma comparire solo al 755° posto non è un grande affare. Bisogna puntare un po’ più in alto.
Tuttavia ci può aiutare a capire perché certe pagine vengono premiate e altre no.
Le pagine che hanno un buon posizionamento, di solito, hanno due caratteristiche: un contenuto di qualità che frutta loro molti link in ingresso e una buon utilizzo della keyword ricercata e del suo tema.
Non includono, cioè solo la parola chiave in oggetto ma anche diverse keyword correlate, in modo da riuscire a coprire bene la nicchia di riferimento.
Infatti non serve a molto focalizzarsi su di una sola keyword e usarla a tutto spiano.
Questa pratica è anzi controproducente: il keyword stuffing, cioè “infarcire di keyword” per Google è un chiaro segno di malafede e di pessima qualità del contenuto (infatti, se avessi del contenuto buono, dicono, perché dovresti mai utilizzare trucchetti?) che punisce molto severamente.
Dedicato alla tua realizzazione,
Andrea Deltetto
http://www.NuovoInternetMarketing.it/videoseminario/

Estrazione Win for life
Articolo interessantissimo!!!
Grazie mille.
Roberto
Ciao Andrea, sono d’accordo con te, stare al 755° posto significa quasi non esserci affatto!
secondo te, su quante keyword bisogna puntare? c’è un numero massimo oltre il quale non andare? grazie e complimenti per il blog…
Ilaria Cardani
Ciao Andrea,
si ribadisce una volta di piu’ il concetto che: “il contenuto è re”. E infatti chi si ferma su un sito o un blog a leggere articoli infarciti di parole chiave, la cui scorrevolezza e logica sono molto approssimativa e il valore veicolato nullo?